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 LA FABBRICA DEL CONCILIO - UNA CHIESA - UNA CITTA' - S. VIGILIO A TRENTO



  Piazza Duomo - Esterno dell'Abside - Trento 

Duomo di Trento


" ...... Ne ha viste tante il Duomo di Trento, come del resto tutte le cattedrali del mondo............  "

 

Ne ha viste tante il Duomo di Trento, come del resto tutte le cattedrali del mondo. Casa di Dio? Certo: magnifica, ricca,splendente di quadri e di oggetti d'arte volti a glorificare il padrone di casa; costruita nel segno della croce, slanciata verso il cielo, e a ogni passo, sotto il pavimento e lungo le pareti, le tombe con le ossa dei vescovi, dei prelati, dei guerrieri, dei generali, dei nobili, degli illustri della città, per ricordare che il passaggio è imminente per tutti, che l'ora è incerta ma certissima la condizione finale. Ossa e cenere sono il destino dei signori come dei poveracci, lo gridano le chiese di tutto il mondo, sotto gli ori e gli affreschi, sotto gli stucchi e i ceselli. Lo proclama inequivocabilmente anche il Duomo di Trento il Duomo di San Vigilio, terzo vescovo della città, venuto da Roma per evangelizzare la regione in gran parte ancor pagana. Di antica famiglia nobile, il giovane Vigilio arrivò a Trento nel 383, dopo aver terminato gli studi ad Atene, mentre a Roma regnava l’imperatore Teodosio, pochi anni prima dunque che l'impero si dividesse in Orientale e Occidentale. Venne con due fratelli, Magoriano e Claudiano, e con la madre Massenza. Aveva diciotto anni e due anni dopo fu ordinato vescovo di Trento da Valeriano, patriarca di Aquileia. Il suo amico Ambrogio, quello santo, vescovo di Milano, conoscendo il carattere selvaggio di questa terra e dei suoi abitanti, gli aveva mandato in aiuto tre missionari originari della Cappadocia, il diacono Sisinio, il lettore Martirio e l'ostiario Alessandro. Vigilio li inviò in uno dei luoghi più ostici della contrada, l'alta valle di Non, dove i tre furono martirizzati con il fuoco il 29 maggio del 397 nel corso di un rito pagano. Che non si tratti di leggenda ma di storia ce lo dicono i loro resti, o meglio reliquie, conservati nel Duomo di Trento, sotto l'altare con la Madonna e i Santi nel transetto meridionale. Finì martirizzato anche il vescovo Vigilio,ammazzato il 26 giugno del 400 in Val Rendena, lapidato accanto a un' ara dedicata a Saturno, non prima di aver fatto costruire - lo riferisce una « Passio Sancti Vigilii » scritta un paio di secoli dopo e perciò sicuramente un po' infiorata dalla fantasia del cronista - una ecclesia, affiancata da un asylum, da un centro di assistenza cioè, entro le mura della città: probabilmente dove molti secoli dopo sorse la chiesa di Santa Maria Maggiore, non ancora il Duomo dunque. Il suo corpo però fu seppellito in una chiesa cimiteriale che si trovava un poco fuori porta, lungo la strada che portava a Verona, la zona che corrispondeva all'odierna piazza del Duomo.    ...>>>> Continua